
I reperti archeologici rinvenuti, come gli esemplari di
statue stele, evidenziano come Sarzana
fosse abitata fin dall'epoca neolitica e deve probabilmente il suo nome al toponimo prediale Sergius, da cui sarebbe derivato il femminile Sergiana a cui si aggiunse presto la denominazione militaresca di castrum. Citata per la prima volta in un diploma dell'imperatore Ottone I datato al 963 nel quale viene riconosciuto al
Vescovo di Luni il possesso del castrum Sarzanae situato dove attualmente si trova la
fortezza di Sarzanello, a controllo dell’abitato che si trovava a valle in corrispondenza dell'incrocio tra la Via Aurelia e la strada verso Parma e Piacenza.
La decadenza della vicina Luni, cantata dalle terzine dantesche del Paradiso, fu tra le cause della crescita di Sarzana; Papa Innocenzo III decretò
infatti il passaggio della sede vescovile, nelle bolle del 7 marzo 1203 e del 25 marzo 1204, dalla oramai spopolata Luni, a Sarzana. Dopo vari passaggi di proprietà tra vescovi e marchesi genovesi, il 12 giugno 1316 il vescovo Gherardino Malaspina, nominò visconte della diocesi lunense Castruccio Castracani, il quale dominò la città fino alla sua morte, il 3 settembre 1328. Dopo il ritorno dei Pisani,
Sarzana tornò sotto la dominazione della Repubblica genovese (1438)
e successivamente dei Medici che strinsero d'assedio la città nel 1487, durante la guerra denominata "guerra di Serrezzana", nella quale la
fortezza Firmafede fu completamente distrutta, per poi esser riedificata e denominata appunto
Cittadella. Il controllo della zona tornò successivamente in mani genovesi e vi rimase fino alla conquista di
Napoleone Bonaparte. Nel 1797, proprio Napoleone Bonaparte fece entrare Sarzana nella Repubblica democratica ligure e nominandola capoluogo di uno dei tre Cantoni del Dipartimento degli Appennini, fino al 1815, quando con il Congresso di Vienna, il suo territorio venne incluso nel Regno di Sardegna e dal 1861 fece parte del
Regno d'Italia, inserita nella provincia di Massa-Carrara fino al 1923, anno in cui entrò a far parte della neonata provincia spezzina.
Nell'estate del
1921 Sarzana fu protagonista di scontri tra squadre fasciste e popolazione, culminati il 21 luglio nei cosiddetti
"fatti di Sarzana", uno dei pochi episodi di resistenza armata all'ascesa del Fascismo che si ripeterono durante il periodo posteriore all'armistizio dell'8 settembre 1943. Durante l'occupazione nazista, Sarzana, che si trovava vicino alla
Linea Gotica, diede un decisivo contributo alla lotta partigiana. Sulle colline sovrastanti la città i cosiddetti "sbandati" si unirono alle brigate partigiane, intraprendendo una serrata lotta con gli occupanti tedeschi e fascisti, responsabili di eccidi efferati nelle vicine località lunigianesi e garfagnine.
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